Coste Italiane

SurfNews Map

Lo Spirito Guida

a cura di surf news magazine

Ci sono voluti quattro millenni di storia prima che qualcuno rivolgesse uno sguardo “diverso” alle onde mediterranee: quel “qualcuno” siamo noi, i surfisti. Da quel momento (collocabile attorno all’inizio degli anni ’60) infatti le onde prodotte da Maestrale, Libeccio e Scirocco hanno smesso di costituire solo un intralcio alla pesca e alla navigazione e si sono trasformate in un tesoro da cercare, una risorsa da condividere e preservare.

Il fatto di partire alla ricerca di nuove onde esercita un ascendente irresistibile su ogni generazione di surfisti non esclusa la nostra. Volenti o nolenti, gran parte delle conoscenze acquisite assieme ai locali in oltre vent’anni di surftrip, sono confluite in questa SurfGuide giunta ora al settima ristampa/aggiornamento. Anche questa volta, oltre a descrivere i principali luoghi-surf italiani, fornisce precise informazioni di carattere logistico come indirizzi e contatti di surf shop, surf club, scuole, bed and breakfast e nozioni utili a chi volesse avventurarsi tra le onde dei nostri 8000 km di costa. Il quadro fin qui descritto potrebbe sembrare idilliaco, ma come sempre c’è un rovescio a questa scintillante medaglia.

É inutile nasconderlo, a meno che non abbiate la fortuna di vivere di fronte ad un reef seminascosto e situato a centinaia di chilometri dalla comunità surfistica più vicina, avrete sicuramente dovuto fare i conti con il crescente affollamento in acqua. Se da una parte proprio le nostre foto di Sardegna, Liguria, Lazio hanno alimentato per anni veri e propri flussi migratori verso il Capo, Banzai o Varazze, dall’altra questo stesso volumetto tenta di fornisce informazioni sulle zone alternative dove surfare tranquillamente senza le tensioni della folla.

Uno dei principi ispiratori della SurfGuide infatti, è quello di favorire l’espansione del surf in Italia senza alterare i ritmi e creare stress delle comunità surf che da anni vivono giornalmente il loro contatto con le onde. E’ per questo che, come giornale, evitiamo di focalizzare solo sugli spot più famosi mostrando nuove coste e nuovi scorci di Mediterraneo. Chi segue SurfNews da tanti anni avrà notato recentemente un diverso modo di rapportarsi alle nuove scoperte, se di scoperte si può parlare. Molte comunità surf italiane hanno infatti scelto di rimanere “riservate” rinunciando volontariamente a troppa visibilità in nome di una maggiore vivibilità. Infatti, se nel periodo di euforia surf (1995 – 2003) abbiamo assistito ad una sorta di competizione mediatica tra le varie “scene” campanilisticamente in contrapposizione per “l’onda migliore d’Italia”, da qualche tempo questa tendenza si è arrestata. Varie comunità hanno concordato con SurfNews, un “profilo più basso”, poco invasivo, capace di lasciare immutato e vivibile la situazione in acqua. Con alcuni abbiamo concordato l’uso di foto senza indicazione se non della regione, altri hanno semplicemente detto NO-GRAZIE rifiutando ogni tipo di visibilità in foto o testi tollerando solo un contatto molto filtrato con l’esterno. Ognuno è libero di sciegliere ma siccome queste informazioni attraversano ogni anno l’intera comunità surf della penisola, vorremmo fosse chiaro che la Surf Guide non è una “mappa del tesoro”. L’epoca dei pirati è finita da un pezzo anche nel surf. La Guide è anzi uno strumento propositivo, redatto proprio da chi “il tesoro” lo vive tutti i giorni. Fatene un buon uso

SurfNews Magazine